Anodi sacrificali: gli “eroi nascosti” delle nostre barche

Gli anodi sacrificali: gli “eroi nascosti” delle nostre barche

 

Costruiti per essere… sacrificati: è questo il compito degli anodi montati sulle imbarcazioni, tanto da essere chiamati appunto “anodi sacrificali”. La spesa per acquistarli è limitata, eppure hanno un’importanza fondamentale: proteggono dalla corrosione tutte le parti metalliche della nostra barca, a cominciare ad esempio dall’elica, sottoposte altrimenti all’azione della corrente galvanica. Insomma, sono davvero indispensabili.

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Il principio della corrente galvanica

Chiamata anche corrosione elettrolitica, la corrente galvanica è un processo dovuto alla differenza di potenziale fra metalli di diverso tipo immersi in un liquido conduttore. Nel nostro caso si tratta ovviamente dell’acqua, che peraltro è un ottimo elettrolita. La corrente galvanica va ad intaccare e consumare il metallo meno nobile, e sulla base di questo principio vengono realizzati gli anodi. Il termine deriva da Luigi Galvani, fisico bolognese vissuto nel XVIII secolo.

 

Quali materiali per gli anodi?

Gli anodi più comuni sono in zinco, il cui nome, non a caso, spesso identifica in maniera colloquiale l’intero componente. In realtà la scelta del materiale dipende dal livello di salinità dell’acqua: in mare, dove la corrente galvanica è decisamente più elevata, si utilizza anche l’alluminio, più leggero e meno impattante sull’ambiente vista l’assenza di cadmio. In acque dolci, meno conduttive, si preferisce il magnesio: si tratta di un metallo dal grado di nobiltà inferiore, sconsigliato per l’ambito marino perché più fragile. La dimensione degli anodi da installare e il loro numero dipende dall’intensità della corrente galvanica, oltre che dalla caratteristiche dell’imbarcazione.

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Qualche suggerimento

Come avevamo già raccontato nei consigli per il tagliando al motore, gli anodi sono nella lista di cose da controllare con regolarità. Quando il loro livello di usura arriva attorno al 75 per cento è sempre bene procedere con la sostituzione, da effettuare comunque ogni anno. A maggior ragione se lo scafo non è in secca durante la stagione invernale. Se dopo lungo tempo gli anodi non mostrano segni di corrosione, bisogna scoprirne il motivo: le correnti galvaniche potrebbero non essere assorbite correttamente, magari per un fissaggio errato, danneggiando altri elementi della barca. Allo stesso modo è anomala una corrosione troppo rapida, magari in appena 2 o 3 mesi: potrebbe esserci una dispersione elettrica a bordo. Infine, gli anodi non vanno assolutamente verniciati. Lo strato in superficie diventerebbe come un isolante, rendendoli del tutto inefficaci.

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Immagine di copertina: Jean-Pierre Bazard Jpbazard / CC BY-SA

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